Storie di Italiani in Spagna

Carla e Barcellona: la sua storia

Abbiamo intervistato Carla, 24 anni di Barletta. Attualmente e’ studentessa magistrale presso la Facoltà di Lingue e Letteratura Straniere dell’ Uniba nell’indirizzo “lingue moderne per il Turismo Sostenibile”. E’ a Barcellona da 3 mesi per un tirocinio grazie al Progetto Leonardo, presso un’azienda che si occupa della compravendita di diritti di materiali audiovisivi. Questa non è la sua prima esperienza all’estero e per di più a Barcellona, perchè ha vissuto qui già 3 anni fa, e per 9 mesi, grazie all’Erasmus, studiando presso la UB. 

Ciao Carla, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà spagnola sia diversa da quella italiana?

In realtà le due realtà si dimostrano apparentemente simili tra di loro. Ci sono tanti stereotipi anche riguardo la Spagna che poi decadono fino a quando nn inizi a vivere di persona il posto. Se devo quindi scegliere una dimensione della realtà spagnola diversa rispetto a quella italiana direi sicuramente che qui c’è una maggiore “apertura mentale”, soprattutto in una grande città come Barcellona. Puoi passeggiare liberamente per la città senza che in tanti stiano a giudicarti per quello che hai addosso o perchè puoi sembrare esteriormente “diverso” dagli altri.

Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Mi è difficile rispondere a questa domanda in maniera esaustiva perchè questo tirocinio è la mia prima esperienza lavorativa in assoluto. Comunque una differenza netta che ho riscontrato è quella riguardo gli orari d’ufficio. Qui, in molti uffici la giornata lavorativa inizia alle 10.00

 

Qual è il tuo luogo preferito di Barcellona?

Io amo questa città nel suo complesso, ma sicuramente uno tra i posti che mi affascinano di più è il Park Guell. È piena espressione del modernismo e dell’arte straordinaria di Gaudi. L’unica pecca è che non si può godere a pieno data la massa di gente che si trova ogni volta.

 

Cosa pensi del costo della vita in Spagna?

Questa domanda in realtà già mi è stata posta 3 anni fa, mentre ero in Erasmus e fui intervistata da una televisione locale dato che la Spagna è una tra le mete Erasmus più scelte proprio perchè presenta un costo della vita alla portata di uno studente. Come risposi allora ribadisco che sicuramente ci sono posti in questo Paese dove il costo della vita è davvero basso (soprattutto in Andalucia) però qui a Barcellona non è propriamente basso. E gli effetti della crisi si sentono, soprattutto con l’aumento dei prezzi degli alimenti e dei trasporti.

Cosa cambieresti della Spagna? E dell’Italia?

Inizio con l’Italia: premettendo che amo il mio Paese, una delle cose che cambierei è sicuramente la forma di “disinteresse” nel mantenimento vivo della cultura e l’arte. Questi sono due settori che ci caratterizzano a pieno ma purtroppo molte volte non sono valorizzati a dovere e i tagli ai finanziamenti ne danno la conferma. Per quanto riguarda la Spagna: non sono assolutamente d’accordo con la tradizione delle corride. In realtà qui in Cataluña sono già state proibite, ma io le proibirei in tutto il Paese.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Io consiglio di non perdere l’occasione di fare qualsiasi tipo di esperienza all’estero. Ti arricchisce culturalmente e non solo. Ti apre davvero la mente. Conoscere nuove realtà, nuovi stili di vita etc. Poi per una studentessa di lingue lavorare all’estero credo possa essere uno tra i propri obiettivi primari.

Cristiano Prudente

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