Erasmus alle Canarie: la storia di Giorgio

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Abbiamo intervistato Giorgio Cannone. Laureato in Economia Aziendale, indirizzo Management, e’ tornato circa un mese fa da Atene dove ha lavorato per una multinazionale italiana operante nel settore delle energie rinnovabili. E’ partito in Erasmus nel 2011 destinazione Las Palmas de Gran Canaria.

Ecco la sua intervista. 

 

Come hai avuto la possibilità di andare in Erasmus?

Grazie al progetto LLP/Erasmus al quale la mia Università aderisce ormai da molti anni. Attendevo con ansia il bando e già nei primi giorni avevo presentato la domanda per partecipare al progetto senza pensarci su. Solo quando vidi la graduatoria realizzai che dopo qualche mese sarei partito per questa avventura e, soprattutto, che la meta per cui ero stato selezionato era la 1mia prima scelta: Las Palmas de Gran Canaria.

Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a studiare fuori?

Sin dal primo anno di Università sapevo che avrei voluto fare un’esperienza di studio all’estero. Le motivazioni sono tante e spaziano dalla voglia di conoscere gente e culture diverse dalla nostra, alla curiosità di scoprire come funziona la vita universitaria in altri paesi europei. La Spagna, tra l’altro, è stata una scelta ben ponderata ispirata alla possibilità di conoscere e studiare una nuova lingua anche divertendosi.

Quali sono stati gli aspetti positivi e negativi di questa esperienza di studio?

Considerare l’Erasmus una semplice esperienza di studio è, in realtà, piuttosto riduttivo: è un’esperienza di vita! E come tale ha aspetti positivi e negativi legati anche alla semplice quotidianità. Ma la cosa più importante, secondo me, è saper cogliere gli aspetti positivi anche nei momenti di difficoltà. Più che di aspetti negativi, infatti, bisognerebbe parlare di semplici accorgimenti che aiutano a superare le prime difficoltà con le quali ci si può scontrare in una paese diverso dal nostro soprattutto se si è alla prima esperienza. Ma una cosa è certa: gli aspetti positivi che questa esperienza offre ripagano di gran lunga anche quelle piccole difficoltà che si incontrano lungo il percorso. E poi un po’ di avventura fa anche bene, no? -se ci sono, sapresti dirmi quali sono le differenze di università tra italia e spagna?

Alcune differenze ci sono: ad es. gli esami si svolgono perlopiù in forma scritta e, bisogna ammettere, si nota molta più interazione in aula tra studenti e professori. Tuttavia gli esami si concludono molto spesso con una prova pratica; a differenza dell’Italia dove, la presenza di molta teoria e di una valutazione orale rendono l’esame più impegnativo. A parte queste chiare differenze direi che per il resto la giornata universitaria “tipica” di uno studente spagnolo sia molto simile alla nostra.

-In futuro torneresti a vivere alle Canarie?

In futuro? Perché aspettare? Scherzi a parte, si tratta davvero di un posto meraviglioso. Basti pensare che sono il luogo con il miglior clima del mondo con 21 gradi di media annua: l’”eterna primavera”. E poi l’isola, come piace definirla ai Canari, è un vero e proprio “continente in miniatura”: una grande varietà di paesaggi che vanno dal mare alla montagna, dai boschi ai vulcani, dalle valli alle scogliere… Per farla breve, ci tornerei anche oggi! Ma, nonostante tutto, il mio consiglio è viaggiare, viaggiare, viaggiare…

 

Alessandro Lamacchia


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