Gioacchino, ricercatore a Barcellona

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Abbiamo intervistato Gioacchino, 26 anni, di Palombaio, frazione di Bitonto (BA).

E’ laureato in Ingegneria Elettronica Magistrale e in questo momento e’ in cerca di un’occupazione
gratificante, che gli dia la possibilità di mostrare le sue potenzialità. In Spagna ha potuto lavorare per 5 mesi in un centro di ricerca all’Università Autonoma di Barcelona nel campo del Computer Vision. 

Ciao Gioacchino, ci puoi dire come hai avuto questa opportunita’ ?

Dopo la mia laurea ero in cerca di una realtà internazionale che stravolgesse il mio modo di vedere le persone, la vita e anche tutte le nozioni imparate in anni di studio. Così conobbi il “Progetto Leonardo da Vinci” che dà la possibilità ai laureati di svolgere uno stage all’estero per un periodo di 5 mesi. I tempi di consegna dei documenti erano
veramente stretti, in ogni caso riuscii a consegnarli. Quando uscii l’elenco dei vincitori del bando vidi che ero il secondo
dei “non vincitori” e rimasi dispiaciuto ma dopo qualche giorno fui chiamato per aderire al progetto poichè c’erano
stati dei rinunciatari, che Dio li benedisca. Ora mi toccava trovare un’azienda che fosse disposta ad accettare la mia
proposta di stage. Contattai svariate aziende nel Regno Unito, in Germania e in Francia perchè le consideravo il migliore
investimento che potessi fare. Ricevetti solo risposte negative. Nel frattempo trovai un lavoro in una società in
provincia di Bari. Durante il periodo lavorativo continuavo nella ricerca e finalmente ci riuscii: un centro di ricerca aBarcelona. A quel punto ero davanti ad un grande bivio: provare a far carriera in quell’azienda oppure uscire di casa dei miei genitori per la prima volta, uscire dall’Italia con una minima conoscenza dello spagnolo e lavorare in un ambiente internazionale. Ovviamente vinse la parte audace di me e preparai le valigie per partire.

In che modo pensi che la realtà spagnola sia diversa da quella italiana?

Molti sono i fattori che accomunano le due realtà, uno di questi è sicuramente il comportamento caloroso e
ospitale dei suoi abitanti. Ahimè ci sono caratteristiche che rendono la realtà spagnola migliore di quella italiana, a mio
giudizio.

La libertà di poter scegliere il proprio partner, che sia dello stesso sesso o meno. Non è raro vedere coppie
gay, sia maschili che femminili, che camminano per strada dandosi la mano oppure scambiarsi un bacio. È qualcosa di
meraviglioso: la libertà assoluta di essere accanto la persona che hai scelto senza che nessuno abbia da dire qualcosa di te o che ti ostacoli. Lì non si tollera, c’è proprio libertà di provare cosa vuoi con chi vuoi.

In Spagna i cittadini lottano attivamente per i loro diritti, sfortunatamente in Italia siamo tutti bravi a
lamentarci. Era relativamente frequente recarsi in metro, mentre andavo a lavoro, e scoprire che c’era uno sciopero
contro le politiche intraprese dal governo. Li la crisi c’è, come anche in Italia, ma l’anima che ci mettono gli Spagnoli nella protesta, sia nelle dimensioni che nelle frequenze degli scioperi, in Italia non li ho mai visti.

Da aggiungere c’è che sono stato in Catalogna, dovei cittadini non accettano l’appartenenza alla Spagna e
desiderano l’indipendenza. Le bandiere della Catalunya erano presenti in quasi tutte le vie, appese ai balconi, e non c’era
il mondiale!

Nonostante la crisi si sentisse lo stesso a Barcelona, anche se meno rispetto al resto della Spagna, la città funziona: trasporti efficienti, pulizia delle strade e sicurezza nei principali quartieri della città, tanto che ragazze da sole potevano ritornare a casa anche sole alle 3 di notte.

Quali sono le differenze nel mondo del lavoro?

Avendo lavorato in un ambiente universitario non ho avuto una completa visione del mondo del lavoro spagnolo. Quello che ho potuto notare è che anche in Spagna sono presenti difficoltà nel trovare impiego,
probabilmente a Barcelona è un’eccezione. Ho conosciuto persone che per trovare un lavoro presso un ristorante o un
bar hanno impiegato più di un mese. Una particolarietà che mi ha colpito della Spagna sono gli orari: le attività aprono
circa per le 9, la pausa pranzo è praticamente sacra e la chiusura è dopo le 21.

Qual è il tuo luogo preferito della Spagna?

Senza ombra di dubbio Barcellona, anche se non ho girato tutta la Spagna. Barcelona ti offre tutto ciò che ognuno potrebbe desiderare: mare, tanto mare, montagna, natura, storia, monumenti, discoteche, locali alla moda e quelli più caratteristici e molti turisti.

Mi piace ricordare la mia prima sera a Barcelona. Camminavo per la Rambla ma mi sembrava
di passeggiare nello stesso momento per le principali vie di tutte le nazioni nel mondo.

Se annoiato della vita frenetica dei quartieri centrali, sono presenti quartieri che ti fanno quasi dimenticare di essere in una grande metropoli. Da non dimenticare, ci sono parque Guell, che è la perfetta fusione tra natura e arte, parque Montjuic e la immensa spaggia di Barceloneta.

E poi la gente, la gente. Tutti che vogliono divertirsi, conoscere nuove persone, festeggiare insieme. Secondo me è la capitare europea del divertimento.

Cosa pensi del costo della vita in Spagna?

Il costo della vita in Spagna è meno caro di quello italiano, soprattutto nella vita notturna. Prima di tutto, molte discoteche frequentate da Erasmus sono gratis, poi ci sono locali offrono bevande a poco costo. Da non dimenticare sono i taxi di Barcelona: ce ne sono a migliaia e i costi sono veramente minimi. Infatti non è stato raro prenderne uno in situazioni in cui non potevamo attendere i mezzi pubblici.

L’abbonamento ai trasporti pubblici non è molto caro confrontato con le principali capitali europee: con poco più di 70 euro al mese si ha la possibilità di prendere qualunque mezzo, che sia il bus, il tram o la metro, in completa tranquillità.

Per quando riguarda i costi riguardanti l’alloggio non ne so molto perchè, fortunatamente, avevo una camera “sin gastos” ovvero non ci preoccupavamo di pagare bollette di alcun genere. Il mio affitto non era molto
basso però la posizione, la vicinanza con la ferrovia e soprattutto la luce solare l’hanno resa ugualmente un’ottima
scelta.

Cosa cambieresti della Spagna? E dell’Italia?

Degli spagnoli sono rimasto affascinato dalla loro mentalità aperta e mi piacerebbe che anche gli italiani ne avessero una così. A parte questo, essendo nazioni mediterranee siamo simili, anche per quanto riguarda i problemi. Ricordo che ci furono parecchi scandali di politici corrotti. Magari uno sguardo verso le nazioni nordiche che si contraddistinguono per una maggiore efficienza e rispetto per il prossimo, in aggiunta al cibo, al sole e ai territori unici presenti in Italia e in
Spagna, potrebbe trasformarli nei luoghi più vivibili del mondo.


Cristiano Prudente

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