Un italiano a Valencia: la storia di Luca!

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Luca con la sua Vespa

Abbiamo intervistato Luca, ragazzo italiano di 36 anni che lavora e vive a Valencia!

Luca ha studiato Lingue e Culture per l’Impresa ed oggi lavora come coordinatore logistico per una ditta di trasporti. Ecco l’intervista sulla sua esperienza spagnola!

 

– Ciao Luca, puoi raccontare la tua esperienza in Spagna? Da quanto tempo vivi all’estero?

Sono arrivato in Spagna nel gennaio 2005, e qui a Valencia il 19 marzo 2005.

– Quali sono le differenze tra il mondo del lavoro in Italia e in Spagna? Quali i pregi e i difetti del sistema spagnolo?

Lavorando per una ditta spagnola filiale di una ditta italiana noto molto di piú le differenze. In Italia ci aggrappiamo troppo ai titoli che i lavoratori hanno…dottore qui, dottoressa lá. In Spagna ci si da del tu dal primo momento e l’unico “dottore” é il medico. In Spagna la pausa é SACRA, l’almuerzo, la merienda…si ferma tutto e non c’e’ modo di parlare con la persona che stai cercando. Le festività sono importanti, e guai chiedere ad uno spagnolo di lavorare un giorno in cui é festa SOLTANTO nella sua comunità o regione. In Italia si lavora troppo, servendosi troppo spesso di persone raccomandate che sebbene con una laurea, spesso non sanno fare niente. Qui mi sembra ancora un paese in cui puoi farti riconoscere con le tue capacità. In Italia si pensa troppo al lavoro, lavorare lavorare lavorare…qui si pensa a dove andarsi a prendere una birretta, o alle feste che si avvicinano, o al Madrid vs Barcelona. In Italia non c’e’ più tatto, non c’e’ rispetto tra le posizioni alte e basse della gerarchia aziendale. Qui capi e ragazzetti del magazzino si danno del tu. In Spagna però ci si approfitta un po’ troppo spesso della “malattia”, o dell’aiuto governativo alla disoccupazione: c’e’ sempre più gente che si fa licenziare e si spara un giro del mondo a spese del governo, e questo secondo me non é giusto. In Italia sul lavoro si prende per il sedere un po’ troppo il prossimo, qui in Spagna c’e’ più onestà e serietà. Potrei continuare, sebbene si tratti sempre di leggere differenze, che secondo me sono dettate da un maggior rispetto nelle persone qui in Spagna piú che in Italia.

– Le difficoltà di un nuovo inizio in Spagna: quali sono state e come le hai superate?

Difficoltá nessuna. Valencia é una cittá che ti accoglie a braccia aperte e la Spagna é un paese giovane, nuovo, che si sta aprendo sempre di piú accogliendo gli stranieri come me. Il Valenciano non é stato un peso, la gente al vederti di un altro paese, cambia immediatamente al castellano. Cosa che con il catalano a Barcelona non mi é capitato nei miei primi 3 mesi spagnoli.

– La tua nuova città, cosa ti piace di più e cosa invece cambieresti?

Valencia é splendida, sole garantito almeno 330 giorni l’anno, temperature miti, mare a due passi, un parco cittadino enorme, ottima offerta tra locali, bar, ristoranti, discoteche. Grandissimi eventi organizzati, tra cui motomondiale, formula 1, due squadre di calcio in prima divisione, e soprattutto IMMENSA la festa a marzo che paralizza la cittá: LAS FALLAS. Cambierei poco…magari qualche concerto internazionale in piú non farebbe male.

– Com’è stato scontrarsi con la lingua spagnola, quali sono state le tue impressioni a riguardo?

Nessun problema. Ho migliorato enormemente il mio livello di spagnolo.

– Cosa ti manca di più dell’Italia? Pensi che potresti vivere per sempre in Spagna?

Io qui ci rimango e lo firmo. Quello che mi manca dell’Italia? I biscotti del Mulino Bianco…il resto c’e’ tutto, e l’Italia é dietro l’angolo.

– Che consigli daresti a una persona che vorrebbe intraprendere un’esperienza come la tua?

… Di venire a Valencia, e iniziare a conoscerla ed apprezzarla.
Certo il momento non è quello opportuno con una disoccupazione altissima, ma in giro si respira felicità e Valencia te la trasmette!

La paella di Luca

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